Salute

Astigmatismo e chirurgia refrattiva: quando operarsi e cosa aspettarsi

L’astigmatismo è uno dei difetti di refrazione più frequenti al mondo. La condizione nasce da una curvatura della cornea (o del cristallino) irregolare che impedisce ai raggi luminosi di convergere in un punto focale preciso sulla retina, provocando una visione sfocata e distorta a tutte le distanze. Questo difetto può comparire da solo o associarsi a miopia, ipermetropia e presbiopia e colpisce circa il 25 % della popolazione europea. La chirurgia refrattiva permette di correggere in modo duraturo l’astigmatismo rimodellando la cornea con il laser oppure sostituendo il cristallino con lenti artificiali. Tuttavia, non tutti i pazienti sono candidati ideali e bisogna valutare età, stabilità del difetto, spessore corneale e stato di salute. In questo articolo vengono analizzate le tipologie e le cause dell’astigmatismo, i criteri per decidere quando operarsi e cosa aspettarsi dalla chirurgia refrattiva.

Cos’è l’astigmatismo

L’astigmatismo è un difetto di refrazione in cui la cornea o il cristallino hanno una forma ovale, simile a un pallone da rugby. Di conseguenza i fasci luminosi non vengono focalizzati correttamente sulla retina e la visione risulta sfocata sia da vicino sia da lontano. Nelle forme lievi il disturbo può essere quasi impercettibile, mentre nelle forme marcate provoca visione offuscata, mal di testa, affaticamento oculare e distorsioni delle immagini. Esistono due grandi categorie:

  • Astigmatismo regolare: la curvatura varia solo tra due meridiani perpendicolari; è la forma più comune e può essere corretta con lenti o chirurgia.

  • Astigmatismo irregolare: la curvatura cambia in modo imprevedibile lungo lo stesso meridiano, spesso a causa di traumi, cheratocono o cicatrici corneali, ed è più difficile da trattare.

Tipi di astigmatismo regolare

Una cornea normale può essere immaginata come attraversata da meridiani disposti su una scala di 180°. Quando uno dei meridiani è più curvo degli altri si parla di astigmatismo. Le principali varianti sono:

  • Astigmatismo secondo regola: il meridiano più curvo è verticale (tra 60° e 120°) ed è la forma più frequente.

  • Astigmatismo contro regola: la curvatura maggiore è su un meridiano orizzontale (tra 0° e 30° o tra 150° e 180°). Spesso compare con l’età per l’appiattimento progressivo della cornea.

  • Astigmatismo obliquo: l’asse più curvo è situato tra i 30°-60° o i 120°-150°, una forma più rara.

Gradi di astigmatismo

L’entità del difetto si misura in diottrie. Si parla di astigmatismo lieve quando è inferiore a 1 diottria; medio tra 1 e 2 diottrie, con distorsione della vista; grave oltre 2 diottrie, spesso congenito e associato ad altre patologie o a trapianti di cornea. Una minima variazione fisiologica (0,50–0,75 D) è considerata normale.

Cause e fattori di rischio

L’astigmatismo può essere congenito o acquisito. La forma congenita è spesso ereditaria e presente fin dalla nascita. Altre cause includono:

  • Alterazioni della cornea o del cristallino: cicatrici, ulcere, cheratiti o interventi chirurgici possono causare una cornea irregolare. Anche il cheratocono, patologia in cui la cornea assume forma conica, determina astigmatismo irregolare.

  • Traumi oculari e uso eccessivo di lenti a contatto: lesioni, infezioni o lenti rigide mal utilizzate possono deformare la cornea.

  • Postura, abitudini visive e stress oculare: lo sforzo costante di messa a fuoco, come lavorare a lungo al computer o strizzare gli occhi, aumenta la pressione sulla cornea e può favorire l’astigmatismo.

  • Invecchiamento: la cornea può appiattirsi o irrigidirsi con l’età, favorendo forme contro regola e presbiopia.

Sintomi e diagnosi

In alcuni casi l’astigmatismo è asintomatico e viene scoperto durante una visita oculistica. Spesso però la vista sfocata spinge la persona a socchiudere gli occhi per mettere a fuoco, provocando affaticamento e dolore oculare. Tra i sintomi più comuni si trovano:

  • Visione offuscata o distorta a tutte le distanze.

  • Dolore oculare, bruciore e lacrimazione dovuti allo sforzo dei muscoli ciliari.

  • Cefalea e vertigini legate all’affaticamento visivo.

  • Difficoltà a vedere di notte o percezione di aloni attorno alle luci.

Come si diagnostica l’astigmatismo

Una valutazione completa comprende diversi esami:

  • Refrazione obiettiva e soggettiva: permettono di misurare l’entità del difetto usando lenti di prova e chiedendo al paziente con quale vede meglio.

  • Cheratometria o oftalmometria: misura la curvatura corneale tramite proiezione di crocette sulla cornea, fornendo raggio di curvatura e potere diottrico.

  • Topografia o tomografia corneale: mappa tridimensionale della cornea, fondamentale per individuare astigmatismi irregolari e valutare l’idoneità alla chirurgia.

  • Retinoscopia: esame che espone l’occhio alla luce e permette di determinare il grado di astigmatismo.

Controlli regolari sono particolarmente importanti nei bambini, perché la vista deve svilupparsi correttamente e l’astigmatismo può interferire con l’apprendimento.

Trattamenti non chirurgici

Nei casi in cui l’astigmatismo è lieve o non è stabile, gli ausili visivi rimangono la prima scelta. Le lenti cilindriche degli occhiali o le lenti toriche compensano la differenza di curvatura tra i meridiani. Le lenti rigide sono spesso raccomandate per astigmatismi irregolari o con cheratocono, perché formano un film lacrimale che normalizza la superficie della cornea.

Per chi soffre di astigmatismo medio-grave ma non può sottoporsi alla chirurgia laser, esistono anche lenti intraoculari toriche da impiantare al posto del cristallino, indicate soprattutto quando l’astigmatismo è associato a cataratta o miopia/ipermetropia elevata. Nei casi estremi o in presenza di cicatrici corneali non correggibili con il laser, il trapianto di cornea rappresenta l’ultima opzione.

Chirurgia refrattiva per l’astigmatismo

La chirurgia refrattiva mira a rimodellare la cornea tramite laser o a sostituire il cristallino con una lente artificiale, correggendo il difetto in modo permanente. Le tecniche principali sono LASIK, PRK, SMILE e l’impianto di lenti intraoculari.

Tecniche laser

LASIK

La Laser‑Assisted In Situ Keratomileusis prevede la creazione di un sottile flap sulla cornea che viene sollevato per permettere al laser di rimodellare il tessuto sottostante; il lembo viene poi riposizionato. È la tecnica più diffusa perché combina recupero rapido (1–2 giorni) e minimo dolore. Tuttavia, presenta un rischio moderato di secchezza oculare, aloni e complicazioni del flap.

PRK

La Cheratectomia fotorefrattiva non utilizza un flap: l’epitelio corneale viene rimosso e il laser plasma la superficie; l’epitelio ricresce in pochi giorni. PRK è indicata per pazienti con cornee sottili, occhi secchi o attività ad alto rischio di trauma. I benefici includono l’assenza di complicazioni legate al flap e un minor rischio di secchezza, ma il recupero visivo è più lungo e può essere doloroso per 3–7 giorni.

SMILE

La Small Incision Lenticule Extraction è la tecnica più recente: un laser a femtosecondi crea un lenticolo di tessuto all’interno della cornea che viene estratto attraverso una microincisione, senza creare un flap. La procedura è minimamente invasiva, con recupero rapido e minor rischio di secchezza rispetto a LASIK. Può trattare miopia e astigmatismo, ma al momento non è disponibile ovunque e non è adatta a tutti.

Lenti intraoculari e altre tecniche

Quando l’astigmatismo è molto elevato o associato a cataratta, il chirurgo può optare per la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare torica. Questa procedura evita di intervenire sulla cornea ma richiede un intervento intraoculare. Nei casi più estremi o in presenza di cheratocono avanzato, l’ultima risorsa è il trapianto di cornea.

E’ possibile richiedere una valutazione nelle cliniche Vista Vision per avere un quadro completo sulle tecniche di chirurgia refrattiva per correggere l’astigmatismo.

Quando operarsi

Non tutti possono sottoporsi alla chirurgia refrattiva. Secondo il Centro Ambrosiano Oftalmico, bisogna rispettare alcuni requisiti:

  • Età adulta e difetto stabile: il difetto deve essere stabile da almeno un anno (meglio 18–24 mesi). In genere l’operazione si esegue dopo i 20 anni, quando la miopia e l’astigmatismo non progrediscono più.

  • Spessore corneale sufficiente: la cornea deve essere abbastanza spessa da consentire la rimozione del tessuto senza indebolirla. Questa valutazione si effettua con topografia e pachimetria.

  • Assenza di patologie oculari o sistemiche: è sconsigliato operarsi in presenza di glaucoma, cheratocono, malattie della retina, diabete non compensato, terapie ormonali o uso di psicofarmaci. Le donne in gravidanza o allattamento dovrebbero rimandare l’intervento perché le fluttuazioni ormonali influenzano la vista.

  • Buona salute generale: il chirurgo valuta eventuali controindicazioni legate a malattie autoimmuni, immunosoppressione o problemi cicatriziali.

Il dottor Fabio Longo ribadisce che la regolarità corneale, lo spessore adeguato e l’assenza di malattie oculari sono requisiti fondamentali. Inoltre, l’età deve consentire la stabilizzazione del difetto e non bisogna avere già opacità del cristallino che potrebbero evolvere in cataratta. Se tali parametri non sono rispettati, è preferibile optare per lenti o altre tecniche.

Cosa aspettarsi dall’intervento

Durante la visita preoperatoria, l’oftalmologo esegue una topografia corneale, misura la refrazione e valuta la lacrimazione e lo spessore corneale. È importante sospendere l’uso di lenti a contatto qualche giorno prima dell’esame e del successivo intervento. Il giorno dell’operazione si applicano gocce anestetiche; l’intervento è ambulatoriale e dura pochi minuti per occhio.

Recupero post‑operatorio

I tempi di recupero dipendono dalla tecnica utilizzata. Con LASIK o SMILE la maggior parte dei pazienti riprende le normali attività dopo 24–48 ore. La PRK richiede 5–7 giorni perché l’epitelio ricresca e la vista si stabilizzi. Nelle ore successive all’intervento si possono avvertire dolore, bruciore, rossore, prurito, lacrimazione e secchezza. Questi fastidi diminuiscono progressivamente e la secchezza può persistere per alcuni mesi, ma si attenua con lacrime artificiali.

Il periodo di recupero richiede alcune precauzioni: evitare di sfregare gli occhi, non praticare sport di contatto, non truccarsi per almeno una settimana e proteggere gli occhi dalla luce con occhiali da sole. È fondamentale seguire le prescrizioni farmacologiche (colliri antibiotici e antinfiammatori) e partecipare ai controlli programmati.

Risultati e aspettative

La maggior parte dei pazienti ottiene una visione stabile entro uno o due mesi, ma i risultati possono variare a seconda della tecnica e delle condizioni iniziali. Alcuni potrebbero aver bisogno di un “ritocco” o ritrovarsi con una correzione residua se la guarigione non avviene come previsto. Inoltre, non è garantito che non si debbano usare occhiali per lettura o per le attività da vicino, soprattutto dopo i 40–50 anni quando compare la presbiopia.

Rischi e complicazioni

La chirurgia refrattiva è considerata sicura, ma comporta comunque rischi. Tra gli effetti indesiderati più comuni ci sono secchezza oculare, aloni e abbagliamento notturno. Le complicazioni più gravi sono rare e includono:

  • Infezioni o cheratiti: possono insorgere se non si seguono scrupolosamente le terapie e l’igiene.

  • Spostamento del flap: in LASIK, il lembo corneale può dislocarsi e richiede un ulteriore intervento.

  • Inclusione di cellule epiteliali o cheratite lamellare: crescita anomala dell’epitelio sotto il flap.

  • Sottocorrezione o sovracorrezione: può rendere necessario un ritocco con laser.

Il rischio di secchezza oculare e aloni è maggiore con LASIK rispetto a PRK e SMILE. La PRK presenta un recupero più lento e un leggero aumento del rischio di infezione perché l’epitelio viene rimosso. Con SMILE, i rischi legati al flap sono assenti, ma la procedura ha una gamma di applicazioni più limitata.

La decisione di operarsi va presa con consapevolezza, valutando i benefici e i possibili rischi. La chirurgia refrattiva offre spesso risultati eccellenti e un recupero rapido, ma comporta anche potenziali complicanze e non esclude la necessità di occhiali per la lettura in età adulta. Informarsi, scegliere un centro specializzato e seguire attentamente le indicazioni del chirurgo sono passi fondamentali per ottenere i migliori risultati.

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